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XI edizione

Più passano gli anni e le edizioni e più il 'Bianca d'Aponte' diventa vero punto di riferimento per i concorsi in Italia. E questo non è dovuto solo alla straordinaria unicità di essere un concorso dedicato – esclusivamente-  al mondo femminile, ma anche perché il 'Bianca d’Aponte' è riuscito a creare un modello di manifestazione che unisce artisti, addetti ai lavori e territorio in una formula vincente. 
A coordinare la parte artistica troviamo Fausto Mesolella, istrionico musicista (oggi anche cantante, visto che nel suo ultimo, bellissimo album, canta/recita poesie di Stefano Benni da lui musicate) che con generosità si presta a creare jam session quasi sempre pseudo-improvvisate, con tutti gli ospiti che calcano il palco nelle due serate. E anche il territorio risponde bene, con un teatro Cimarosa sempre stracolmo di gente che oramai aspetta con interesse l’appuntamento annuale. Tra le grandi novità che quest’anno si sono respirate al Bianca d’Aponte, non possiamo non ricordare la splendida idea – voluta e realizzata – da Sergio Secondiano Sacchi del Premio e da Steven Forti, che in una sorta di gemellaggio con “Cose di Amilcare” (costola tenchiana in terra Catalana, a Barcellona per l’esattezza) ha voluto dedicare un intero album alle canzoni di Bianca, la giovane cantautrice scomparsa e a cui il premio è dedicato. L’album ha preso il titolo di Estensioni e dentro ci sono incise canzoni di Bianca d’Aponte interpretate da una dozzina di artisti, quasi tutti internazionali, residenti appunto a Barcellona, ed il risultato è stato commovente. È nata così anche l’idea di creare una targa, il “Bianca d’Aponte International”, e quest’anno è andata a Silvia Comes, presente nell’album ed anche ad Aversa, premiata sul palco dallo stesso Sergio Sacchi e Steven Forti. Un’iniziativa che amplifica il nome del premio e la sua portata artistica fuori dai confini nazionali. Tra le altre novità che vale la pena segnalare c’è l’interesse che ha mostrato verso questo Premio la nuova realtà nata in casa “Rai”, chiamata Rai-Radio7 Live. Infine, sul palco è salito anche Alberto Salerno, uno dei più importanti autori di testi del nostro paese, che in rappresentanza di FMD (Fare Musica e Dintorni) ha scelto Irene Ghiotto come artista più rappresentativa di questa edizione. Le due serate della manifestazione sono state presentate da Carlotta Scarlatto e Antonio Silva e a dare il via dell’11ª edizione del Premio è stata Elisa Rossi, vincitrice della scorsa edizione, accompagnata dal talentuoso chitarrista Daniele Fiaschi. Tra gli ospiti che hanno arricchito ulteriormente il programma della due giorni troviamo Diodato e Renzo Rubino, che oltre ad un miniset autonomo hanno condiviso un brano, una cover di De Andrè e poi ancora Bastian Contrario, Carlo Mercadante, Mimmo Epifani, Giuseppe Anastasi, Mariella Nava, Raiz, Andrea Mirò, Fausto Mesolella e, in rappresentanza del “Bianca d’Aponte International”, la tunisina M’Barka Ben Taleb, la francese Céline Pruvost, la spagnola Silva Comes e un’italianissima Claudia Crabuzza, che ha cantato in algherese, un dialetto molto, molto simile al catalano. Tra tutti questi nomi non ne va dimenticato uno, quello dell’Orchestra del Premio Bianca d’Aponte guidata dal Maestro Alessandro Crescenzo, fautrice di un lavoro preziosissimo di arrangiamenti che accompagna le finaliste in quasi tutti i brani in gara. Due righe a parte merita la madrina di questa edizione 2015, la fiorentina Ginevra Di Marco. Si presenta sul palco di Aversa con un trio formidabile, capitanato da Francesco Magnelli (che insieme a Ginevra ha condiviso anche l’esperienza CSI, PGR e prima ancora anche l’ultimo album dei CCCP…) alle tastiere, Andrea Salvadori alle corde e Marzio Del Testa alle percussioni. Voce cristallina e potente, il suo set, che ha previsto anche “Mary”, delicatissimo brano di Bianca, contribuisce a creare uno dei punti più alti di tutta la manifestazione e quando Ginevra chiama sul palco “tre colleghe” - Elena Ledda, Brunella Selo e Fausta Vetere  -subito si intuisce che qualcosa di particolare sta nascendo. Parte così un miniset strepitoso, prima con Abacada, brano del compianto artista sardo Andrea Parodi (tratto dal suo primo album solista, del 2002, dopo l’uscita dai Tazenda) e poi con una versione unica e irripetibile de Il canto dei Sanfedisti. Le quattro voci creano un’atmosfera che genera dapprima stupore, tanto colpisce il brano per bellezza e intensità, con il pubblico che via via diventa co-protagonista, in un crescendo all’unisono che chiude la due giorni nel migliore dei modi possibili. Ricordiamo anche che 'Emercency’ è sempre presente con uno spazio di merchandising, fin dalla prima edizione, dove con offerta libera è possibile avere il cd della manifestazione, contenente i brani delle finaliste e un brano di Bianca interpretato dalla madrina di turno. Era un rapporto stretto quello tra Emergency e la giovane Bianca d’Aponte, che i due genitori hanno voluto che continuasse ogni qualvolta se ne presenti la possibilità.

Chiudiamo ricordando le dieci finaliste di questa edizione 2015:

Partecipanti

Irene Ghiotto (vincitrice del premio e miglior composizione)

Helena Hellwig (premio della critica, miglior testo e miglior interpretazione)

Rossella Aliano, Amelie, Priscilla Bei, C.F.F., Grazia Cinquetti, Francesca Incudine, Giulia Olivari e Francesca Pignatelli.

 


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