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le passate edizioni

Tosca è la madrina della XV edizione

Tosca, nome d'arte di Tiziana Tosca Donati, romana, cantante e attrice teatrale, inizia il suo percorso artistico in una piccola compagnia teatrale di Checco Durante. Nel 1992 esce il suo primo album dal titolo Tosca e partecipa al Festival di Sanremo nella categoria giovani con il brano “Cosa farà Dio di me”.

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Ferruccio Spinetti raccoglie il testimone di Fausto

Dalla XIV edizione è il nuovo direttore artistico

Contrabbassista e compositore, nel 1990, entra a far parte degli Avion Travel divenendo, anche per la sua giovane età, il pupillo di Fausto Mesolella. Con gli Avion Travel ha registrato dieci cd per la Sugar, vinto il Festival di Sanremo del 2000, realizzato colonne sonore per films e tenuto concerti in tutta Italia ed all’estero. Dal 2004 al 2008 ha suonato con Stefano Bollani  e creato, nel 2003, con Petra Magoni, il duo “Musica Nuda” per solo contrabbasso e voce.

Le sue eccelse qualità di musicista, la sua profonda conoscenza del pensiero di Fausto e la sua, fin ad ora, distanza dai circuiti dei festival per emergenti, ci hanno indotto a chiedergli di essere il nostro nuovo Direttore Artistico per dare continuità all’opera del suo compianto predecessore/amico.

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Simona Molinari, madrina della XIV edizione

Simona Molinari, napoletana di nascita, aquilana di adozione, sin dal 2007 inizia a lavorare per la realizzazione di un progetto sulla contaminazione tra il jazz e il pop, di cui diviene una delle maggiori esponenti come critica e pubblico le hanno riconosciuto.

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Fausto Mesolella

Era da poco passata la mezzanotte e da pochi minuti era calato il sipario sulla prima edizione del Premio. Fausto si trattenne all’esterno del teatro per oltre due ore mentre ospiti e cantautrici erano a cena. Parlò di quello che era stato fatto e di quel che avremmo dovuto fare nonché, con la lucidità e la lungimiranza che lo distingueva, di cosa sarebbe divenuto il Premio; declinando l’invito ad unirsi agli altri per la cena, concluse il suo discorso dicendo: “Dalla prossima edizione sarò il Direttore artistico!" Ebbene, in tutti questi anni non è mai venuto meno al suo impegno, guidandoci e dando un indirizzo ben preciso al Premio al punto di portarlo e farlo arrivare dove neppure lui, quella sera, aveva immaginato. Noi continueremo nel solco che lui ha tracciato e resterà sempre la nostra guida. Chitarrista degli Avion Travel , è stato musicista fuori dagli schemi, eclettico, raffinato e geniale arrangiatore, ha accompagnato i grandi della musica italiana ed internazionale. Amico di Bianca, è stato l’ispiratore e animatore del premio fin dall'origine. Tantissimi i suoi successi e tanti i riconoscimenti che gli sono stati conferiti. Aveva, poco prima della sua improvvisa scomparsa, ultimata, presso il suo studio, la registrazione dell’ultimo CD Nada trio, con Nada, appunto, ed il suo fraterno amico Ferruccio Spinetti.

 

Gli amici del premio

Le madrine delle passate edizioni

1. Brunella Selo

2. Rossana Casale

3. Petra Magoni

4. Fausta Vetere

5. Mariella Nava

6. Elena Ledda

7. Cristina Donà

8. Nada

9. Paola Turci

10. Andrea Mirò

11. Ginevra Di Marco

12. Irene Grandi

13. Rachele Bastreghi

14. Simona Molinari,

 

Gli ospiti 

Avion Travel, Rossana Casale, Brunella Selo, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Massimo Bubola, Lino Cannavacciuolo, Petra Magoni, Ferruccio Spinetti, Fausta Vetere, Andrea Zuppini, Kaballà, Max Manfredi, Mario Venuti, Mariella Nava, Nada, Tony Bungaro, Cristina Donà, Ginevra Di Marco, Diodato, Massimo Germini, Elena Ledda, Corrado Sfogli, Renzo Rubino, Tricarico, Mauro Ermanno Giovanardi, Mario Incudine, Paola Turci, Andrea Mirò, Tony Canto, Irene Grandi, Peppe Voltarelli, Raiz, Rachele Bastreghi, Fausto Cigliani, Carlo Marrale, Orchestra di Piazza Vittorio, SesèMamà, Giovanni Block, Joe Barbieri, Simona Molinari

 

XIII edizione

Sono stati gli Avion Travel, la “piccola orchestra” casertana che fu la sua famiglia musicale e non solo, ad aprire la XIII edizione del Premio Bianca d’Aponte, dedicata a Fausto Mesolella. Lo straordinario artista scomparso improvvisamente pochi mesi or sono, all’inizio della primavera. Giusto in tempo per il suo ultimo Canto di fine inverno, come una delle canzoni di Bianca che più amava e con cui duettava sempre sul palco: voce di lei e chitarra di lui, suoni fusi insieme, insostituibili entrambi, che resteranno per sempre. E ci auguriamo che per molti e molti anni ancora (#iovadoavanti: nessuno dimentichi l’hashtag prediletto dal chitarrista…) si incontreranno proprio qui, dove tutti noi ci riuniamo nell’ultimo fine settimana di ottobre al richiamo della poesia di Bianca, per ascoltare le nuove finaliste dell’unico concorso riservato alla canzone d’autore al femminile.

Le due serate, tenutesi il 27 e 28 ottobre, sono state presentate con sorridente eleganza da Chiara Morucci, già vincitrice della seconda edizione di questo Premio, affiancata da Maria Cristina Zoppa, per la prima serata,  e da Roberta Balzotti per la seconda.

Prima di passare in rassegna i tanti artisti che si sono avvicendati nelle due serate, vogliamo raccontare un breve e straordinario evento fuori programma cui il pubblico ha avuto la fortuna di assistere: l’esibizione della piccola Frida Bollani Magoni, figlia di Stefano e Petra, tredici anni appena, che accompagnata per mano da sua madre si è seduta al pianoforte e ha interpretato magistralmente Stay, di Rihanna, lasciando la platea in un silenzio stupito e ammirato. Un’interpretazione strepitosa, un’emozione intensissima. Dunque Fausto c’era, anche stavolta, presente e concreto e imprescindibile come sempre. Anche l’apertura della seconda serata è stata tutta per lui, con un lungo filmato che lo ritrae nello stesso Teatro Cimarosa, poetico mattatore della prima edizione del Premio Bianca d’Aponte. La scritta silenziosa “Grazie di tutto, Fausto”, ha chiuso questo dolce e doloroso ricordo.

Ma molti altri ospiti hanno presentato a Mesolella il loro tributo di amici e di estimatori, di fronte a un pubblico tra cui si confondevano con riservata discrezione la moglie Elisabetta e la figlia Gaia. Oltre ai già citati Avion Travel, c’è stato il canto commosso di Alessio Bonomo, così, sul palco di Aversa ha risuonato la voce di Mesolella in una melodia nuova e dolcissima, a duettare con un Bonomo tremante di emozione. Ancora commozione da non poter dire. E poi Pippo Kaballà, Fausta Vetere e Corrado Sfogli, Alessio Arena, Ferruccio Spinetti e Petra Magoni ovvero Musica Nuda.

Attorno alle concorrenti, intanto, si sono stretti molti artisti. Prima fra tutti la madrina di questa edizione Rachele Bastreghi, voce femminile dei Baustelle ora pronta a partire con un nuovo percorso artistico personale, che come tradizione vuole ha scelto e interpretato una canzone di Bianca dal testo solare, Non ci credevo più, per poi proporre alcune sue composizioni e duettare con Mauro Ermanno Giovanardi, sulle note di Baby Dull degli Üstmamò. Poi, naturalmente, la vincitrice della scorsa edizione, Sighanda; e Giuseppe Anastasi, già amico di Bianca e ora docente al Cet di Mogol, affermato autore ed esordiente cantautore; Bruno Marro, Daniella Firpo (Premio Bianca d’Aponte International 2017), le stesse Mariella Nava e Chiara Morucci con Giuseppe Barbera; e Katres, ex finalista di questo Premio dove peraltro – come è piaciuto ricordare – conobbe il suo futuro marito, il direttore di palco Jex.  A sottolineare per la tredicesima volta che qui, a casa di Bianca, protagonista è sempre l’amore.

Le concorrenti sono venute come sempre da ogni parte d’Italia, e quest’anno le più premiate sono state due giovani campane: della provincia di Salerno è la vincitrice assoluta Federica Morrone, appena diciottenne; la sua freschezza è stata subito molto apprezzata dalla giuria “tecnica”, cui è affidata l’assegnazione dei premi, tanto da consegnarle anche il Premio per la Miglior Musica.
L’altra giuria, quella incaricata di assegnare il Premio della Critica, che da quest’anno porta il nome di Fausto Mesolella, ha indicato il duo napoletano Fede 'N’ Marlen, ovvero Federica Ottombrino e Marilena Vitale. Ma altre ragazze sono state considerate meritevoli di premi: quello per il Miglior Testo è stato assegnato alla marchigiana Marta De Lluvia (ovvero Marta Natalini), mentre Migliore Interprete è stata giudicata la siciliana Nòe, che si è aggiudicata anche il premio Soundinside Basement Record grazie al quale potrà realizzare un video live in studio. Mariella Nava ha invece consegnato a nome suo e dello staff della sua etichetta Suoni dall’Italia il premio a Ima, giovane torinese; Ferruccio Spinetti, attraverso il Virus Studio e il premio “Na Stella” (titolo della canzone che Mesolella scrisse per Gian Maria Testa), ha offerto la sua produzione artistica a un brano di Patrizia Capizzi. Le altre cantautrici che hanno meritato la finale del Premio Bianca d’Aponte sono state Marialuisa De Prisco; la tarantina Francesca Marì; Frida Neri, fanese, e Francesca Romana Perrotta, cantautrice che si è imposta all’attenzione di diverse giurie negli ultimi anni.

 

Pertecipanti

Federica Morrone, Premio Bianca d'Aponte

Fede 'N’ Marlen, Premio della Critica "Fausto Mesolella"

Marta De Lluvia, Miglior Testo

Nòe, Migliore Interprete

Patrizia Capizzi, premio “Na Stella”

Marialuisa De Prisco, Francesca Marì, Frida Neri, Francesca Romana Perrotta.

 

12 edizione 2016

Si sono svolte il 28 e 29 ottobre le serate finali della dodicesima edizione del Premio Bianca d’Aponte, unica manifestazione di musica d’autore italiana dedicata a sole cantautrici, di cui è direttore artistico il bravo Fausto Mesolella. Continua, il “d’Aponte”, a essere un luogo in cui andare a ricercare un modo prezioso di intendere l’arte della canzone, lontano dai media che tutto appiattiscono. In Italia, la canzone intesa in senso artistico è tutta lì, in quei posti: impossibile intercettarla altrove. Insieme alle concorrenti, grandi ospiti si sono susseguiti sul palco del Teatro Cimarosa. Tra essi, Irene Grandi, madrina di questa edizione, che accompagnata da Saverio Lanza e dal nostro gruppo ha eseguito un suo brano: “Ci ritroveremo”; un monumentale Fausto Cigliano, che ha interpretato anche uno dei pochi brani in napoletano scritti dalla cantautrice campana, 'Nenia a Sora Morte', una composizione molto forte che il Maestro ha definito “una canzone drammatica, profondamente umana. Una poesia immortale”. Il pubblico ha tributato a Cigliano, che era accompagnato alla chitarra da Gianluca Marino, una standing ovation. Ma nella serata finale erano di scena anche Vittorio De Scalzi, storico leader dei New Trolls, in un inedito set con Mesolella. E ancora: la russa Elena Frolova, a cui è stato assegnato il Premio “Bianca d’Aponte International”, istituito lo scorso anno in collaborazione con “Cose di Amilcare” (emanazione spagnola del Club Tenco), Mariella Nava e Kaballà. Nella serata di venerdì era toccato a Giuseppe Anastasi, Bungaro, Patrizia Cirulli (a cui è andato il Premio “Musica della Poesia”), Giorgia Del Mese, Irene Ghiotto (vincitrice dello scorso anno), Mauro Ermanno Giovanardi, Vera Gotschall, i Letti Sfatti con Fausto Mesolella, Fausta Vetere con Corrado Sfogli e il bravissimo ed esilarante Peppe Voltarelli.

Il cuore del festival come sempre è stato nel concorso.

Le partecipanti

Sighanda (al secolo Dominique Fidanza, Premio Bianca d’Aponte 2016)

Agnese Valle (Premio della Critica)

Clarissa Vichi (miglior testo)

Giovanna Dazzi (miglior composizione)

Chiara Minaldi (miglior interpretazione e Premio “Suoni dallItalia”)

Nicoletta Noè (al secolo Nicoletta Grazzani – Premio Officina della Musica)

Ilaria D'Amore, Marta Delfino, Gabriella Martinelli, Veronica Punzo.

 

XI edizione

Più passano gli anni e le edizioni e più il 'Bianca d'Aponte' diventa vero punto di riferimento per i concorsi in Italia. E questo non è dovuto solo alla straordinaria unicità di essere un concorso dedicato – esclusivamente-  al mondo femminile, ma anche perché il 'Bianca d’Aponte' è riuscito a creare un modello di manifestazione che unisce artisti, addetti ai lavori e territorio in una formula vincente. 
A coordinare la parte artistica troviamo Fausto Mesolella, istrionico musicista (oggi anche cantante, visto che nel suo ultimo, bellissimo album, canta/recita poesie di Stefano Benni da lui musicate) che con generosità si presta a creare jam session quasi sempre pseudo-improvvisate, con tutti gli ospiti che calcano il palco nelle due serate. E anche il territorio risponde bene, con un teatro Cimarosa sempre stracolmo di gente che oramai aspetta con interesse l’appuntamento annuale. Tra le grandi novità che quest’anno si sono respirate al Bianca d’Aponte, non possiamo non ricordare la splendida idea – voluta e realizzata – da Sergio Secondiano Sacchi del Premio e da Steven Forti, che in una sorta di gemellaggio con “Cose di Amilcare” (costola tenchiana in terra Catalana, a Barcellona per l’esattezza) ha voluto dedicare un intero album alle canzoni di Bianca, la giovane cantautrice scomparsa e a cui il premio è dedicato. L’album ha preso il titolo di Estensioni e dentro ci sono incise canzoni di Bianca d’Aponte interpretate da una dozzina di artisti, quasi tutti internazionali, residenti appunto a Barcellona, ed il risultato è stato commovente. È nata così anche l’idea di creare una targa, il “Bianca d’Aponte International”, e quest’anno è andata a Silvia Comes, presente nell’album ed anche ad Aversa, premiata sul palco dallo stesso Sergio Sacchi e Steven Forti. Un’iniziativa che amplifica il nome del premio e la sua portata artistica fuori dai confini nazionali. Tra le altre novità che vale la pena segnalare c’è l’interesse che ha mostrato verso questo Premio la nuova realtà nata in casa “Rai”, chiamata Rai-Radio7 Live. Infine, sul palco è salito anche Alberto Salerno, uno dei più importanti autori di testi del nostro paese, che in rappresentanza di FMD (Fare Musica e Dintorni) ha scelto Irene Ghiotto come artista più rappresentativa di questa edizione. Le due serate della manifestazione sono state presentate da Carlotta Scarlatto e Antonio Silva e a dare il via dell’11ª edizione del Premio è stata Elisa Rossi, vincitrice della scorsa edizione, accompagnata dal talentuoso chitarrista Daniele Fiaschi. Tra gli ospiti che hanno arricchito ulteriormente il programma della due giorni troviamo Diodato e Renzo Rubino, che oltre ad un miniset autonomo hanno condiviso un brano, una cover di De Andrè e poi ancora Bastian Contrario, Carlo Mercadante, Mimmo Epifani, Giuseppe Anastasi, Mariella Nava, Raiz, Andrea Mirò, Fausto Mesolella e, in rappresentanza del “Bianca d’Aponte International”, la tunisina M’Barka Ben Taleb, la francese Céline Pruvost, la spagnola Silva Comes e un’italianissima Claudia Crabuzza, che ha cantato in algherese, un dialetto molto, molto simile al catalano. Tra tutti questi nomi non ne va dimenticato uno, quello dell’Orchestra del Premio Bianca d’Aponte guidata dal Maestro Alessandro Crescenzo, fautrice di un lavoro preziosissimo di arrangiamenti che accompagna le finaliste in quasi tutti i brani in gara. Due righe a parte merita la madrina di questa edizione 2015, la fiorentina Ginevra Di Marco. Si presenta sul palco di Aversa con un trio formidabile, capitanato da Francesco Magnelli (che insieme a Ginevra ha condiviso anche l’esperienza CSI, PGR e prima ancora anche l’ultimo album dei CCCP…) alle tastiere, Andrea Salvadori alle corde e Marzio Del Testa alle percussioni. Voce cristallina e potente, il suo set, che ha previsto anche “Mary”, delicatissimo brano di Bianca, contribuisce a creare uno dei punti più alti di tutta la manifestazione e quando Ginevra chiama sul palco “tre colleghe” - Elena Ledda, Brunella Selo e Fausta Vetere  -subito si intuisce che qualcosa di particolare sta nascendo. Parte così un miniset strepitoso, prima con Abacada, brano del compianto artista sardo Andrea Parodi (tratto dal suo primo album solista, del 2002, dopo l’uscita dai Tazenda) e poi con una versione unica e irripetibile de Il canto dei Sanfedisti. Le quattro voci creano un’atmosfera che genera dapprima stupore, tanto colpisce il brano per bellezza e intensità, con il pubblico che via via diventa co-protagonista, in un crescendo all’unisono che chiude la due giorni nel migliore dei modi possibili. Ricordiamo anche che 'Emercency’ è sempre presente con uno spazio di merchandising, fin dalla prima edizione, dove con offerta libera è possibile avere il cd della manifestazione, contenente i brani delle finaliste e un brano di Bianca interpretato dalla madrina di turno. Era un rapporto stretto quello tra Emergency e la giovane Bianca d’Aponte, che i due genitori hanno voluto che continuasse ogni qualvolta se ne presenti la possibilità.

Chiudiamo ricordando le dieci finaliste di questa edizione 2015:

Partecipanti

Irene Ghiotto (vincitrice del premio e miglior composizione)

Helena Hellwig (premio della critica, miglior testo e miglior interpretazione)

Rossella Aliano, Amelie, Priscilla Bei, C.F.F., Grazia Cinquetti, Francesca Incudine, Giulia Olivari e Francesca Pignatelli.

 

10 edizione

 

 

C’era grande attesa per questa edizione del Premio Bianca d’Aponte, la decima, nell’intrecciarsi fitto di un programma davvero intenso di esibizioni. Ed anche quest’anno la polverina magica che sembra cospargere ogni cosa durante la due giorni aversana ha svolto il suo consueto lavoro grazie anche all’alto livello delle canzoni in gara e dello spettacolo straordinario che non per nulla vanta da nove anni la direzione artistica di Fausto Mesolella.

C’era Alberto Salerno, che con sua moglie Mara Maionchi (assente per un imprevisto dell’ultimo momento) sono stati i discografici che per primi intuirono il talento di una Bianca ancora neppure diciottenne. C’era Gianfranco Reverberi, uno degli autori storici della nostra canzone, legato stretto al Premio e sempre presente e attivo. C’era Emergency, l’associazione di cui Bianca era sostenitrice in vita e che continua a sostenere oggi con i ricavi delle vendite dei cd delle varie edizioni del suo Premio. C’era Enrico de Angelis, direttore artistico del Club Tenco, che da molto tempo non manca l’appuntamento; e c’era pure il collega e amico e cofondatore del Club Sergio Sacchi con in mano un dono anche lui, e di grande valore: portare le canzoni di Bianca fuori dall’Italia, e in particolare a Barcellona, dove lui ha creato una piccola tana chiamata “Cose di Amilcare”, e dove l’8 marzo prossimo prenderà vita l’iniziativa “Bianca d’Aponte Internazionale”, in cui vari artisti canteranno le canzoni di Bianca tradotte in diverse lingue. E c’era come sempre Mariella Nava che già lo scorso anno aveva inaugurato qui la nascita dell’etichetta “Suoni dall’Italia” e istituito la consegna di un contratto discografico quale riconoscimento a un’artista scelta tra le ragazze in gara. Ma in occasione del decimo anniversario, ha fatto un gesto di inestimabile valore. Alla conferenza stampa di presentazione di questa edizione, Fausto Mesolella aveva detto: «Mai avrei pensato che Mariella Nava un giorno avrebbe stampato un disco con le canzoni di Bianca. Questo è il più bel regalo per il decimo anno del Premio, il più bel regalo per Bianca». Si tratta di Anima Bianca, un cd che raccoglie quindici canzoni della cantautrice aversana – di fatto un’opera prima postuma – di cui una, Un chicco di caffè, cantata dalla stessa Bianca. Un lavoro «tutto da gustare», aveva detto la Nava, «perché è la musica nuda, la musica bella con il cuore di Bianca, e il cuore di Fausto che accompagna noi; la chitarra che non sporca, ma aggiunge, e sottolinea il peso specifico di questa cantautrice, Bianca d’Aponte. E poi questa è solo una partenza, perché mi piacerebbe via via incidere il disco delle vincitrici... insomma, poi vedremo».

E veniamo ora allo svolgimento delle serate. E’ Antonio Silva, lo storico presentatore del Premio Tenco, che si è prestato ad assumere il ruolo di filo conduttore tra passaggi di artisti e cambi di palco. Al suo fianco – una sera per ciascuna – due presentatrici già in forze negli anni precedenti: Maria Cristina Zoppa, per la serata di venerdì, e Roberta Balzotti, in scena il sabato.

Protagoniste assolute della prima serata sono state le undici le ragazze finaliste. Tra di loro la vincitrice dello scorso anno, Federica Abbate, e poi tanti artisti: Joe Petrosino, Mimmo Cavallo, Fausta Vetere, ex madrina e fedelissima del Premio, accompagnata da Corrado Sfogli, il gruppo campano Doppiopasso; il cantautore Alessio Bonomo, Mauro Ermanno Giovanardi, Tony Bungaro, che non smette di entusiasmare con la sua bellissima Guardastelle; e infine Tricarico, che con i Letti Sfatti ha dato vita a un “set” singolare e apprezzatissimo dal pubblico.

Nella mattina di sabato tutte le concorrenti sono state invitate a esibirsi nell’Auditorium Bianca d’Aponte con un brano diverso da quello in gara.

La serata finale è stata dedicata alla celebrazione del decimo anno. Mentre le concorrenti erano accomodate in platea in attesa del verdetto delle giurie, sul palco – sotto lo sguardo e la guida di Fausto Mesolella – si sono succedute quasi tutte le vincitrici degli anni passati, scorrendo all’indietro il calendario giù in fondo fino alla prima vincitrice; o meglio alle prime due, perché si trattò dell’ex aequo Veronica  Marchi e Germana Garno; quindi Charlotte Ferradini, Claudia Angelucci, Momo, Erica Boschiero, Eleonora Beddini e Chiara Morucci; e tra di loro ancora grandi artisti, molti dei quali sono degli habitués che non perdono un’edizione. Una serata, questa, all’insegna dell’emozione e della commozione se possibile ancor più di sempre: Enzo Avitabile, dopo il suo «canto randagio» Don Salvato’, ha cantato una canzone tutta per lei, struggente, che si intitola semplicemente Bianca. Commozione esplosa in una standing ovation infinita quando la minuta Momo è salita sul palco e ha cantato Non ricordo, nata dalla dolorosa vicinanza alla madre malata di Alzheimer, con la semplicità disarmante che le è propria e che sa colpire profondamente il cuore del pubblico; un’esibizione così toccante da convincere Mariella Nava a offrirle di slancio, del tutto fuori programma, un contratto discografico. Emozioni ancora, e ancora commozione indicibile tagliano a metà la serata quando le immagini della bellissima Bianca e la sua voce densa (ed eccezionalmente matura, come la sua scrittura) che intona Canto di fine inverno, riempiono d’imperio un grande palco vuoto, sfiorato solo dalla presenza discreta di Mesolella che l’accompagna alla chitarra. Ci si alza per l’intervallo ancora stupiti per la bellezza della canzone appena ascoltata, a conferma – l’ennesima – della straordinarietà di questa cantautrice.

È anche la serata dei duetti per la più celebre cantante sarda, Elena Ledda, altra ex madrina e componente della famiglia del Premio: ha cantato con Kaballà, con Enzo Avitabile, con Erica Boschiero e con Petra Magoni. La Magoni è un’altra ex madrina e familiare; il suo “set” con Fausto Mesolella, poi, è stato uno spettacolo nello spettacolo. Ed è tradizione lasciare infine il palco a Mariella Nava, che mani sul pianoforte e voce intensa regala al pubblico ogni anno momenti di grande suggestione. Il finale di serata è riservato all’attesissima madrina di quest’anno, Andrea Mirò. Asciutta e sofisticata insieme, seduta sola al centro del palco, con la chitarra e la sua inconfondibile voce profonda e calda ha intonato la splendida Come Dorothy di Bianca.
Un’edizione speciale davvero dunque, questa decima, ricchissima e composita; per dirla con parole di Gaetano d’Aponte, «ogni elemento del Premio rappresenta un tassello di questo mosaico che prende sempre più le sembianze del volto di Bianca».

Partecipanti

Elisa Rossi (vincitrice del premio)

Elsa Martin (premio della critica)

Alfina Scorza (miglior composizione)

Flo (Floriana Cangiano – miglior testo)

Anita Vitale (miglior interpretazione)

Alice Clarini; Giulia Daici; Marlò (Federica Di Marcello); NaElia (Eliana Tumminelli); Sara Fochesato; Tonia Cestari.

 

9 edizione

Si è chiusa lo scorso sabato, 26 ottobre, la due giorni aversana della nona edizione del Premio Bianca d'Aponte, il concorso dedicato alla canzone d'autore al femminile. Se mai fosse ancora necessario confermare la qualità artistica, l'importanza e l'autorevolezza di questo concorso canoro, su cui tra l'altro garantisce alla direzione artistica un nome come Fausto Mesolella, eccoci qui a certificarne ancora una volta la straordinarietà, per diversi motivi.

Primo e più importate fra questi è certamente Bianca. Quanto grande dovesse essere la personalità di questa ragazza,  è l’interrogativo che chi ha la fortuna di farne esperienza continua a porsi ogni anno. E quanto talento c'era in lei, che ci ha consegnato un repertorio di canzoni di commovente bellezza. Ogni anno la madrina di turno sceglie un suo brano e lo interpreta sul palco; non dispiacerà alle concorrenti vecchie e nuove se diciamo che la canzone di Bianca è sempre tra le più belle che vengono proposte nei due giorni.

E poi c'è tutto il resto. I lavori che cominciano con una giornata "preparatoria", di giovedì, con un seminario dal titolo "La qualità della scrittura", durante il quale, quest’anno, il discografico Marco Ragusa della Warner e il cantautore Tony Bungaro hanno incontrato artisti e finaliste del Premio. Gli eventi che si affiancano alla gara canora contribuiscono a dare quel sapore di unicità che le è proprio. C'è l'imperdibile conferenza stampa delle finaliste il sabato mattina e quest'anno assai interessante è stata pure la presentazione del libro "Chi se ne frega della musica?" di Enrico Deregibus.

Nel vivo del Premio si entra attraverso le porte del teatro Cimarosa la sera del venerdì. La coppia di presentatori - padre e figlia, Sandro e Cecilia Petrone- introducono la rituale esibizione della vincitrice dell'anno precedente, nell'occasione Charlotte Ferradini. Sarà poi la seconda serata quella in cui si svolgerà la vera e propria gara, con le giurie in sala impegnate nel voto. Tra le esibizioni delle concorrenti, tra il venerdì e il sabato, si alternano gli ospiti. Dal punto di vista dello spettacolo musicale, qui la kermesse aversana esprime tutto il suo fascino. C'è il padrone di casa, artisticamente parlando, Fausto Mesolella; e poi c'è il privilegio raro di assistere a performance inedite. È così che Mario Incudine, Mauro Ermanno Giovanardi, Kaballà e Tony Canto (con il pianista Antonio Vasta) intonano Notte di luna calante di Domenico Modugno; che Giuseppe Anastasi si riprende una sua canzone di successo come La notte (scritta per Arisa) e ce la canta lui alla chitarra; che Paola Turci confessa il suo ultraventennale sogno di cantare accompagnata da Mesolella e lo corona offrendoci in dono un 'O surdato 'nnammurato che nessuno dimenticherà; che Fausta Vetere e Brunella Selo cantano insieme Canzone appassiunata; che Mesolella si siede al pianoforte per accompagnare Rosa Chiodo - bravissima - alla sua È colpa mia; che cantano assieme Elena Ledda e Kaballà, accompagnati da Massimo Germini e il buon Fausto a far da spalla. Mariella Nava, ex madrina e ora fedelissima del Premio, sempre prodiga di emozioni forti per tutti, quando si siede al piano; Tony Bungaro, avvolgente con la sua musica; il fascino della voce di Raiz che si cimenta con la canzone napoletana classica; Paola Turci e una Dio come ti amo di Modugno da brividi. E Gennaro Vitrone, Sabba & Gli Incensurabili, Tommaso Di Giulio... Vorremmo concludere con Bianca, “sul palco” quest'anno con due canzoni: la prima, dalla voce di Paola Turci, è Cose lontane; l'altra, cantata da Brunella Selo, è Il cantico dei matti.

Le partecipanti

Federica Abbate (vincitrice del premio e miglior composizione)

Rebi Rivale (nome d’arte di Roberta Bosa, premio della critica)

Lea (nome d’arte di Lea Anna Esposito, miglior interpretazione)

Carolina Da Siena (miglior testo)

Ghita Casadei, Marialuisa De Prisco, Emily Guerra, Chiara Iovine, , Adele Pardi, Margherita Pirri, e Irene Scarpato.

 

VIII edizione

Si sono tenute il 26 e 27 ottobre, ospitate al Teatro Cimarosa di Aversa, le due serate finali del Premio Bianca d’Aponte nella classica cornice di pubblico che ha affollato il teatro; ma questo, ormai, non fa più notizia. Le due serate sono state presentate dalle giornaliste RAI Roberta Balzotti e Maria Cristina Zoppa. E’ stata Nada la madrina dell’ottava edizione del Premio che sempre più si afferma come uno dei più importanti premi musicali italiani. Tantissimi gli ospiti, come ogni anno, gli ospiti che si sono avvicendati sul palcoscenico durante le due serate, donando al pubblico la propria musica e tante emozioni. E’ il direttore artistico Fausto Mesolella, come ogni anno, a dare il via alla serata finale di sabato, proponendo alcuni brani strumentali alla chitarra. Insieme a lui, sul palco, anche Nada che, in qualità di madrina, propone “Ninna nanna alla mia mamma”, il brano di Bianca da lei scelto, intenso e commovente. Tra gli ospiti Patrizio Trampetti e i Letti Sfatti, Bungaro, Kaballà, Mario Incudine ed alcune madrine degli anni passati come Ledda, Nava, Vetere e Casale.

Le partecipanti

Charlotte Ferradini (Vincitrice del Premio)

Cassandra Raffaele e Paolo Rossato (premio della critica e la Rossato anche miglior composizione)

Valeria Crescenzi (miglior interpretazione)

Roberta Gulisano (miglior testo) 

Anna Cuomo, Patrizia Cirulli, Patrizia Di Donna, Franca Masu, Alessandra Parisi e Giulia Pellegrini.

 

7 edizione

La settima edizione del Premio Bianca d’Aponte – Città di Aversa, tenutasi il 21 e 22 ottobre, si ricorderà oltre che per il grande successo di pubblico, anche per l’impronta pop delle canzoni in gara oltre che per i numerosi big accorsi entusiasti ad Aversa per la finale dell’ormai noto concorso nazionale. Bungaro, Rossana Casale, Mauro Ermanno Giovanardi, Kaballà, Ledda, Nava, Fausta Vetere, e la Madrina, Cristina Donà, con un unico direttore d’orchestra, Fausto Mesolella che per questa due giorni ha condiviso il palco con le concorrenti e gli ospiti, proponendo duetti inediti, unici ed irripetibili. “a noi piace una musica pulita – dice Fausto Mesolella aprendo la serata – fuori dagli schemi, fuori dalle restrizioni e dalle costrizioni del rettangolo a 42 pollici, in chiara polemica con i talent show televisivi. Sempre dal palco rincara la dose e lancia il suo grido di protesta verso gli addetti ai lavori (tantissimi presenti in sala): “Non illudete i giovani, non portateli in alto per poi abbandonarli e non rispondere neanche più al telefono, solo perché il mercato, dopo un anno, richiede altro”.

Le partecipanti

Claudia Angelucci (vincitrice Premio e miglior testo)

Rebi Rivale (premio della critica e miglior composizione)

Chiara Vidonis (miglior interpretazione)

Iole Cerminara, Rossella Aliano, Verdì, Giovanna Dazzi, Alessandra Falconieri, Roberta Di Lorenzo, Maria Carmisciano.

 

 

6 edizione

Aversa 22 e 23 ottobre, due serate al teatro Cimarosa all’insegna delle emozioni e della buona musica in una cornice di pubblico attento che ha gremito il teatro ed è rimasto fino alla proclamazione delle vincitrici manifestando il proprio entusiasmo ed il grande apprezzamento sia per le partecipanti sia per i grandi nomi della musica italiana che si sono alternati sul palcoscenico, quali Elena Ledda, madrina, Momo, Mariella Nava, Musica Nuda (il duo Magoni / Spinetti), Bungaro, Mauro Ermanno Giovanardi, Selo, la NCCP, Mediterranea (la prima band di Fausto Mesolella) e Susanna Parigi. La manifestazione, nata sei anni fa, si fregia dell’adesione del Presidente della Repubblica che ha assegnato una medaglia presidenziale in bronzo consegnata, a discrezione e sotto responsabilità, a Oscar Avogadro recentemente scomparso e amico del premio e di bianca di cui fu scopritore; a ritirare la moglie Laura Pertusi dopo che il Direttore Artistico e Mariella Nava avevano omaggiato il grande autore con una straordinaria ed intensa versione de “La luna bussò”. A completare il parterre di ospiti quasi cento tra giornalisti e addetti ai lavori che hanno costituito le giurie che hanno assegnato i premi.

Partecipanti

Laura Campisi (vincitrice del Premio e miglior interpretazione)

Paola Rossato (premio della critica), Roberta Gulisano (miglior testo)

Lea (miglior composizione)

Sara Loreni, Dora Cardone, Melissa Ciaramella, Marialuisa De Prisco, Nicoletta Evangelista, Virginia Fabbri, Silvia Caracristi.

5 edizione

Dopo le serate del 23 e 24 ottobre, in un Teatro Cimarosa gremito tanto quanto lo erano il suo spazio esterno ed il suo parterre, Bianca d’Aponte sarebbe stata entusiasta di partecipare a un concorso come quello che porta il suo nome e ha proclamato vincitrice Momo e la sua canzone “L’amore vola piano”. La musica vola alta, invece, e dunque a Bianca le canzoni eseguite nella due giorni della finale sono arrivate di sicuro. Quella di Momo (che tra le lacrime ha commentato “E’ un grande onore e una grande emozione ricevere questo riconoscimento”) e delle altre nove finaliste, in fondo tutte un po’ vincitrici dal momento che il premio vero è in questa vetrina ormai di livello nazionale, in questo concorso dove contano solo la qualità e la passione, in questa occasione, concreta e pulita, di entrare in contatto con l’aspetto professionale della musica, con i discografici, gli autori, i produttori, gli artisti.

Infatti le ragazze si sono divise il palco con gli ospiti e la stessa giuria, fra i “Sarracini” di Fausta Vetere e Corrado Sfogli e le “Spalle al muro” di Mariella Nava (splendida madrina) o Rossana Casale che ha prestato la sua voce a Bianca eseguendo brani che lei non ha avuto il tempo di incidere nel primo cd che voleva produrle la BMG Ricordi. O le continue performance, tra chitarra e pianoforte, del direttore artistico Fausto Mesolella, anima e mente di questa grande festa della musica giovane e in rosa. Tra gli ospiti anche Mario Venuti, Max Manfredi, Kaballà.

Partecipanti

Momo (vincitrice del Premio e, ex aequo, del premio della critica)

Giorgia Del Mese( ex aequo, premio della critica)

Patrizia Cirulli (miglior testo)

Airìn (miglior composizione)

Iole Cerminara (miglior interpretazione)

Francesca Lombardi, Katres, Giorgia Crimi, Simona Norato, Nancy Pepe.

 

4 edizione

Il Premio, svoltosi il 24 e 25 ottobre al Teatro Cimarosa di Aversa, ha riscosso, anche quest’anno un notevolissimo successo di pubblico e critica con la brillante conduzione di Roberta Balzotti e Sandro Petrone. Ed è totalmente condivisibile chi scrive che il Premio Bianca d’Aponte è un miracolo perché non serve scomodare il Tenco per trovare chi fa sul serio; è un miracolo perché ha un criterio premiativo esclusivo: si occupa delle canzoni delle donne. Riflette su quello che fa e dibatte su cosa si fa e dove si va con incontri pomeridiani. Ha una direzione artistica autorevole: Fausto Mesolella è persona di sicura competenza e non ha certo bisogno di sottostare a giochi di favore e castrazioni artistiche. E’ un luogo dove si suona dal vivo; si esalta l’aspetto compositivo e la performance. E’ un miracolo perché nella giuria ci sono per la stragrande maggioranza critici e artisti, non venditori. Tutto ciò è apparso in modo chiaro nel corso di questa edizione dove si è stato veramente alto senza nulla togliere alle cantautrici delle passate edizioni. Il Bianca d’Aponte diventa, quindi, sempre più un simbolo della voglia di affermarsi al femminile nella canzone d’autore italiana.

 

Le partecipanti

Erica Boschiero (vincitrice del Premio e miglior testo)

Silvia Caracristi (premio della critica)

Katres (miglior composizione)

Pilar (miglior interpretazione)

Elsa Martin, Paola Cassano, Silvia Vavolo, Laura Campisi, Patrizia Cirulli, Paola Angeli. Madrina: Fausta Vetere. Ospiti: Kaballà, Avion Travel, Max Manfredi, Ferruccio Spinetti.

 

3 edizione 

Grande affluenza di pubblico per le serate finali del concorso “Sono un’isola: Io, donna per una canzone d’autore – Premio Bianca d’Aponte” che si è svolto l’ultimo fine settimana di ottobre al Teatro Cimarosa di Aversa. La magnifica due giorni, promossa dalla Siae e dall’Imaie, è stata presentata da Michael Pergolani e Renato Marengo di Radio Demo RAI, sotto la direzione artistica di Fausto Mesolella. Madrina della serata Petra Magoni che per un problema di gola non si è potuta esibire, ripromettendosi, però, di tornare presto ad Aversa. Tra gli ospiti di grande pregio, Pepi Morgia, Massimo Bubola, Rossana Casale, Andrea Zuppini, Gianfranco reverberi, Giorgio Calabrese tutti facenti parte di una giuria di assoluto prestigio.

 

Le partecipanti

Mama’Gan (vincitrici del Premio e miglior interpretazione)

Giorgia Del Mese (premio della critica)

Mariangela Di Michele (miglior testo)

Cristina Mauro (miglior composizione)

Rita Medda, Nunzia Carrozza, Paola Sansone, Kyriacoulla Constantinou, Paola Olivetti, Cristina Renzetti.

 

Appresa la notizia della loro affermazione artistica nel prestigioso Premio delle sue concittadine, il sindaco di Foligno, Manlio Marini, le ha invitate a Palazzo Deli per un incontro istituzionale. 

 

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